Descrizione
L'Amministrazione Comunale di Sannazzaro de' Burgondi ricorda le vittime delle Foibe.
Anche se molte cose non sono state scritte nei libri di storia o non sono rimaste nell'immaginario collettivo, ciò non vuol dire che le stesse non siano accadute.
Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92 essa vuole conservare e rinnovare «la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».
Almeno diecimila persone, negli anni drammatici a cavallo del 1945, sono state torturate e uccise a Trieste e nell'Istria controllata dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito. E, in gran parte, vennero gettate (molte ancora vive) dentro le voragini naturali disseminate sull'altipiano del Carso, le "foibe".
Il 3 novembre 1991, il Presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga visitò il Sacrario della foiba di Basovizza, segnando la prima visita istituzionale in assoluto su quel luogo simbolo delle sofferenze giuliano-dalmate. Con un gesto storico di riconciliazione e riconoscimento, Cossiga si inginocchiò davanti al pozzo minerario, spezzando un lungo silenzio di Stato.
La foiba di Basovizza, un pozzo minerario del Carso, fu dichiarata monumento nazionale nel 1992.
Anche se molte cose non sono state scritte nei libri di storia o non sono rimaste nell'immaginario collettivo, ciò non vuol dire che le stesse non siano accadute.
Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92 essa vuole conservare e rinnovare «la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».
Almeno diecimila persone, negli anni drammatici a cavallo del 1945, sono state torturate e uccise a Trieste e nell'Istria controllata dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito. E, in gran parte, vennero gettate (molte ancora vive) dentro le voragini naturali disseminate sull'altipiano del Carso, le "foibe".
Il 3 novembre 1991, il Presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga visitò il Sacrario della foiba di Basovizza, segnando la prima visita istituzionale in assoluto su quel luogo simbolo delle sofferenze giuliano-dalmate. Con un gesto storico di riconciliazione e riconoscimento, Cossiga si inginocchiò davanti al pozzo minerario, spezzando un lungo silenzio di Stato.
La foiba di Basovizza, un pozzo minerario del Carso, fu dichiarata monumento nazionale nel 1992.
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Ultimo aggiornamento pagina: 05/02/2026 17:11:33